normandie par la côte
30 Luglio – 14 Agosto 2009
viaggio in francia
con la partecipazione di alessandra, diana, roberto e blonde
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le tappe
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- Prefazione.
- Roma, Arezzo: 245 km
- Arezzo, Firenze, Viareggio, Genova, Alessandria, Torino, Col du Mont Cenis: 536 km
- Mont Cenis, Chambery, Lyon, Saint Etienne, Clermont Ferrand, Bourges, Villeneuve sur Cher: 610 km
- Villeneuve sur Cher, Vierzon, Blois, Vendome, Le Mans, Saint Calais, Fougeres, Avrances, St. Jean le Thomas, Granville, Coudeville sur Mer: 427 km
- Coudeville Plage, Coutances, Agon, Pointe d'Agon, Portbail, Carteret, Le Rozel, Rue Des Treize Vents, Goury: 173 km
- Goury, Ecalgrain, Nez de Jobourg, Cherbourg, Cap Levy, Anse de Gattamare, Barfleur, Saint Vaast la Hougue: 99 km
- Saint Vaast la Hougue, Sainte Mere Eglise, Utah Beach, Pointe du Hoc, Omaha Beach, Saint Honorine des Pertes: 115 km
- Sainte Honorine des Pertes, Colleville sur Mer, Port en Bessin Huppain, Bayeux, Arromanches les Bains, Caen: 89 km
- Caen, Cabourg, Honfleur: 82 km
- Honfleur, Le Havre, Cap de la Heve, Etretat, Yport: 104 km
- Yport, Fecamp, Saint Valery en Caux, Sotteville sur Mer, Dieppe: 83 km
- Dieppe, Le Treport, Cayeux sur Mer, Le Hourdel: 69 km
- Le Hourdel, Saint Valery en Caux, Le Crotoy, Parc Marqueterre, Ponthoile: 53 km
- Ponthoile, Flixecourt, Amiens, Clermont, Senlis, Provins: 312 km
- Provins, Bray sur Seine, Pont sur Yonne, Villeneuve sur Yonne, Auxerre, Cravant, Chalon sur Saone, Bourg en Bresse, Aix les Bains, St. Jean de Maurienne: 644 km
- Saint Jean de Maurienne, Modane, Frejus, Susa, Torino, Tortona, Genova, Lucca, Firenze, Roma: 808 km
- Riflessioni sullo svolgimento del viaggio.
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Prefazione
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Il viaggio che, nonostante tutto, siamo riusciti a portare a termine quest'anno, era stato articolato su un periodo di tempo di tre settimane. Situazioni di forza maggiore prima ci hanno costretto ad una partenza ritardata, poi ci hanno suggerito un rientro un poco anticipato. Le prime e le ultime tappe, per lo più di trasferimento, da e verso casa, erano state ricalcate su percorsi, già battuti in anni passati, da percorrere sia perché congeniali, sia per la curiosità di verificare i cambiamenti nel frattempo intervenuti. Ovviamente, avendo avuto una notevole percentuale di tempo in meno a disposizione, abbiamo provveduto a tagliare, anche in corso d'opera, buona parte del progetto originale, eliminando diversi punti dai percorsi memorizzati su Tomtom e limitandoci a ritenere obiettivi primari solo quattro o cinque posti, in particolare Granville, Goury e Cap de la Hague, il cimitero americano di Colleville sur Mer, Etretat e la Baie de Somme.
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Sommario delle tappe.
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Giovedi 30 Luglio 2009.
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Partiamo da casa alle 22.15, dopo un veloce carico del materiale sul camper. Come al solito ci prefissiamo come meta giornaliera il parcheggio del Palasport Le Caselle di Arezzo. Avute buone notizie in mattinata, abbiamo deciso di approfittare della finestra apertasi per spiccare il volo. Dopo mangiato iniziamo i preparativi, racimoliamo abbigliamento, tecnologia, alimentari e quant'altro. Nonostante la lunga esperienza maturata, la fretta di riuscire a muoverci ci fa lasciare a casa diverse cose tra cui phon, scarpe da trekking e binocolo. Mentre per la mancanza del primo ovvieremo con l'acquisto dell'ennesimo 'secador de pelo' da viaggio in uno dei supermercati francesi, per le seconde ovvieremo con l'utilizzo delle scarpe ginniche, l'assenza del binocolo si farà sentire e ci procurerà diversi rimpianti. Dopo cena si parte, cominciamo la ricorsa ai nostri amici, che sono partiti, seguendo lo stesso tragitto, già sabato scorso, difficile riprenderli, visto il vantaggio accumulato, comunque ci proveremo. Viaggiamo ovviamente con il fresco, in assoluta assenza di traffico e code. Copriamo allora la distanza in quasi tre ore arrivando al Palasport Le Caselle in Via Camillo Golgi [GPS: 43,47301 11,85761] che sono le 0.58. Ci sistemiamo rapidamente e, altrettanto velocemente, ce ne andiamo a dormire.
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Sommario delle tappe.
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Venerdi 31 Luglio 2009.
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Sveglia alle 8.20, più dovuta alla voglia di ripartire che alla overdose di sonno fatta. La giornata si presenta serena, dopo una notte passata in assoluta tranquillità. Per accorciare i tempi tecnici, facciamo colazione presso il bar su via Fiorentina, poco distante, poi, prima di entrare in autostrada, provvediamo ad un pieno di carburante al distributore Agip appena prima del casello. Ci mettiamo in rotta solo alle 10.15, sperando di arrivare in serata almeno a Chambery. Terminando la sistemazione delle zavorre, ci accorgiamo di aver dimenticato a casa il phon da viaggio, pertanto lo mettiamo in lista di acquisto alla prima occasione. Per l'ora di pranzo abbiamo già raggiunto la riviera ligure di ponente e ci mettiamo in cerca di un'area dove sostare per pranzare. In parte le troviamo già piene, in parte assolutamente inadeguate, così proseguiamo fino ad immetterci sulla A26 verso Alessandria. Riusciamo a fermarci solo dopo 366 chilometri che sono già le 14.10 nell'area Bormida Est [GPS: 44,8187 8,59549]. Dalla mattinata il traffico è andato sempre più intensificandosi raggiungendo il suo massimo proprio intorno a Genova, così come la temperatura. Durante la sosta abbiamo 35° in camper, temperatura che Blonde avverte particolarmente. Ripartiamo alle 15.40 e viaggiamo con regolarità, anche se, comunque, in una situazione di traffico intenso, per poco più di un'ora. Alle 16.50 ci fermiamo all'area di servizio Michelino Nord [GPS: 44,97632 7,65784] sulla tangenziale di Torino dove, oltre al rifornimento di carburante provvediamo anche a caricare l'acqua e svolgere qualche operazione presso il locale camper service, perfettamente funzionante. Intorno al capoluogo piemontese troviamo un ulteriore incremento dell'intensità del traffico, tra l'altro si è quasi fatta l'ora dell'ultima chiusura delle fabbriche prima del grande ponte estivo. Sulla tangenziale siamo anche investiti da un improvviso temporale, mai tanto benvenuto. Presto imbocchiamo l'Autostrada dei Giochi Olimpici ma, al casello d'ingresso, ci vola via la ricevuta del pagamento. In effetti, dopo una giornata assolutamente all'insegna del caldo si è mosso un discreto vento. Cominciamo a salire, poi lasciamo che l'autostrada prosegua verso il traforo del Frejus mentre noi seguiamo le indicazioni per Susa e Moncenisio. Mentre percorriamo numerosi e stretti tornanti, il traffico è scomparso, siamo circondati da una foresta di abeti sotto la quale scorrono diversi corsi d'acqua che spesso ci tentano ad una sosta per refrigerarci. Alle 18.30, dopo 536 km di tappa, approdiamo sulle sponde del lago del Moncenisio. Siamo entrati in Francia e, quasi, non ce ne siamo accorti. Troviamo un ambiente, ovviamente, fresco, ma anche ventoso e umido. Si pone subito l'esigenza di decidere se pernottare qui, al fresco, o scollinare e cercare comunque di arrivare a Chambery, come programmato. Siamo stanchi e gratificati da quest'aria pura e frizzantina, la risposta unanime è di fermarci. Ci sistemiamo in uno degli ultimi posti disponibili con vista sul bacino [GPS: 45,24089 6,94979] e mentre a turno, ci togliamo di dosso le sudate del pomeriggio, facciamo un consistente rifornimento di genuina acqua di montagna alla fontana antistante la piramide della chiesa. Ceniamo al ristorante, non troppo economico, per la verità, ma prendiamo la fonduta di tre formaggi ed un menù di montagna con insalata e trota, tutto annaffiato con 'birra a pression'. Blonde, che dall'arrivo ha ripreso vitalità e allegria, è l'unica insoddisfatta della serata dovendosi accontentare delle solite crocchette secche. Prima di coricarci scambiamo qualche sms con i nostri amici, che stasera sono già a Carteret, in riva all'Atlantico a mangiare pesce.
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Sommario delle tappe.
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Sabato 1 Agosto 2009.
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Sveglia alle 6.00, il troppo silenzio, almeno per noi che veniamo dal profondo caos cittadino, ha fatto sì che la notte ci ha rilassato oltremisura. Restiamo un'ora e mezza a guardare il lago dalle finestre della mansarda ed a goderci, come da una tribuna di uno stadio di calcio, la partita giocata tra i raggi del sole e le nebbie del mattino, per il dominio del bacino e del cielo. Alla fine il primo sembra avere il predominio e, progressivamente, illumina lo specchio d'acqua e gli assembramenti di camper. Le marmotte sono lontane, più in alto, sulle pendici della montagna, non le vediamo, abbiamo lasciato il binocolo a casa, ma i loro ripetuti e possenti fischi ci consentono di individuarne un paio. Un imprevisto sciopero di mucche, sdraiate in mezzo alla carreggiata, blocca per una decina di minuti il traffico lungo la strada. Blonde è al massimo della felicità, inebriata dai mille odori emessi dalla natura circostante e zampetta gioiosa tra l'erba fermandosi ogni tanto cercando, inutilmente, di capire chi la stia chiamando con il fischio. Partiamo alle 9.30 e affrontiamo la discesa dal colle con la dovuta cautela ad una velocità tra i 40 e i 50 km all'ora, nonostante Tomtom insista nel dire che si tratta di una strada da 90 km all'ora. Nel disperato tentativo di recuperare strada nei confronti dei nostri amici, decidiamo di attraversare la Francia percorrendo, quasi esclusivamente, autostrade, in modo da poter contare su tempi certi di percorrenza. Nostro obiettivo quotidiano dovrebbe essere Avrances ma, visto com'è andata ieri, disperiamo di raggiungerlo. Viaggiamo quattro ore filate senza interruzioni né imprevisti, percorrendo 294 km, superiamo agevolmente Chambery e aggiriamo Lyon lungo l'autostrada. La necessità di rifornimento e i morsi della fame ci suggeriscono una sosta strategica intorno a Saint Etienne. Alle 13.30 ci fermiamo nel parcheggio del supermercato Casinò [GPS: 45,47921 4,35829] dove contiamo di fare spesa, pranzo e rifornimento. Per le prime due cose non c'è problema, anche se non abbiamo trovato il phon da viaggio. Purtroppo alla stazione di servizio hanno terminato il gasolio. Ci affidiamo al fido Tomtom che, pur non mostrandoci i file con le aree di sosta e i camper service che avevamo caricato a casa, individua un distributore di carburante nelle vicinanze e ci guida fino al concorrente Auchan dove, oltre a risparmiare un bel po' di denaro, risparmiamo anche tempo. Ripartiamo alle 15.35 per riprendere l'autostrada verso Clermont Ferrand. Il viaggio è monotono, l'autostrada non è granché trafficata e, data la buona visibilità, i panorami scorrono lentamente nonostante la velocità. Per movimentare un poco l'atmosfera, dopo tre quarti d'ora di viaggio, cambiamo conducente e così Diana esordisce nelle guida del 'bestione'. Dopo qualche titubanza dovuta alla mancanza di sensibilità con la leva delle marce e il pedale della frizione, fila spedita e tranquilla avventurandosi anche nel sorpasso di qualche tir e alcune roulotte. Roberto, dopo diciotto anni di ininterrotto servizio, si gode i suoi primi chilometri da passeggero e navigatore e ne approfitta per scrivere, per la prima volta in diretta, una parte del diario di bordo. Appena passata l'uscita per Thiers qualche goccia di acqua bagna la strada e cerca di calmierare la calura. Arrivando verso Clermont Ferrand l'inconfondibile sagoma del Puy de Dome domina la skyline dell'orizzonte. Ripristinata la formazione di viaggio standard, lasciamo l'autostrada a Bourges, avendo deciso di pernottare in campeggio. Tomtom ce ne segnala uno in città ma, un breve consulto sulla prima alternativa, fa propendere la scelta del camperista navigato per il più periferico municipale di Villeneuve sur Cher. L'intuizione è pienamente azzeccata. Si tratta di un villaggetto di poche case, campeggio tenuto ottimamente all'interno di un'ansa della Cher con possibilità di affittare canoe, megapiazzole recintate da piccole siepi con allaccio elettrico, servizi spaziosi, puliti e funzionali. Pochi gli ospiti e ben rispettosi del prossimo. Ci fermiamo, dunque, alle 19.20 dopo una tappa piuttosto monotona, di ben 610 km [GPS: 47,02726 2,21918], resa faticosa dal caldo. Per la cena tentiamo ancora una volta la sortita di utilizzare la veranda e mangiare fuori ma, come già due anni fa in Austria, siamo costretti ad una rapida ritirata nella dinette interna appena in tempo per evitare un furioso temporale che anticipa una nottata di pioggia. Abbiamo scelto di pernottare in campeggio in parte per soddisfare le esigenze delle donne di lavarsi e asciugarsi i capelli, cosa quasi impossibile senza phon e in sosta libera, in parte perchè abbiamo notato che Tomtom si rifiuta di segnalarci le aree di sosta e i camper service caricati a casa. Dopo cena, con il portatile, riusciamo a rigenerare i file incriminati e, stavolta, tutto funziona alla perfezione.
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Domenica 2 Agosto 2009.
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Sveglia alle 8.00, notte al solito tranquilla ma costantemente piovosa. Cielo coperto e tempo uggioso. Effettuiamo solo parte delle operazioni di camper service, essendo la pressione dell'acqua al rubinetto di carico troppo bassa. Partiti alle 9.50 decidiamo che di autostrade ne abbiamo fin sopra la cima dei capelli, per cui, pur proseguendo la rincorsa, percorreremo solo nazionali e dipartimentali. Cominciamo subito prendendo la dipartimentale che, fiancheggiando la Cher, ci consente di fermarci, dopo quaranta minuti di viaggio, alla periferia di Vierzon dove troviamo un'Intermarché nel quale facciamo spesa e rifornimento. Siamo sempre alla ricerca di un phon da viaggio, ma troviamo solo modelli giganteschi che consumano come lavatrici. Ripartiti alle 11.20 e superata Vierzon, proseguiamo il viaggio su dipartimentali tranquille e scenografiche che ci consentono di apprezzare l'ambiente rurale che stiamo attraversando in un continuo alternarsi di coltivazioni, boschi e foreste. Giunti a Blois superiamo la Loira e, nell'attraversamento, non ci sfugge il magnifico luongofiume incorniciato dal profilo della cattedrale e del castello. Appena prima di Vendome, Roberto si prende un altro periodo di ferie e Diana torna in plancia di comando. Se la cava egregiamente nell'attraversamento della periferia della città e, successivamente, in una trafila di rotatorie. Il traffico è quasi inesistente, lo stato delle strade, nonostante siano provinciali, è ineccepibile, il cielo rimane coperto e la temperatura fresca. Tomtom adesso funziona alla perfezione indicandoci aree e camper service ma, oltre ai suoi, ne scopriamo altri di nuova istituzione. Ci fermiamo alle 13.40 all'area attrezzata si Saint Calais [GPS: 47,92403 0,74447] dove, il fido Tommy, ci guida con precisione. Troviamo una colonnina Eurorelais, lo scarico a pozzetto e un blocco servizi, tutto gratuito. Il parcheggio che ospita l'area è antistante la piscina comunale, oggi chiusa, e circondato da un gradevole parco fiorito e alberato in cui scorrono alcuni corsi d'acqua e dotato di un fornito angolo per giochi per i bambini. Tra la vegetazione emergono due abeti che si distinguono dagli arbusti circostanti per la loro inusuale altezza. Durante la sosta pranzo troviamo il cuscino su cui dorme Blonde, posto sotto la dinette di fianco al gavone con il serbatoio delle acque chiare e di fronte allo sportellino del vano contenente la pompa dell'acqua, completamente inzuppato. Data l'assenza di odore, viene automaticamente esclusa ogni responsabilità di Blonde. Controlliamo con cura, ma il serbatoio e il boiler non perdono e la pompa nemmeno ... rimane un mistero. Mangiamo con il sole, poi facciamo scarico e carico alla colonnina e, quando ripartiamo, alle 15.00, il cielo è nuovamente coperto. Riprendiamo la nostra rotta, sempre sulle dipartimentali, aggirando Le Mans e superando, poi, anche Mayenne. Alle 17.50 sotto un cielo permanentemente coperto, sbarchiamo in Normandia qualche chilometro prima di Fougeres. Ancora mezz'ora di viaggio regolare e, alle 18.15 arriviamo all'area attrezzata di Avrances [GPS: 48,68647 -1,36808] dotata di una nuovissima colonnina Eurorelais, mentre i posti per la sosta si trovano nel vicino parcheggio in forte pendenza. Telefoniamo ai nostri amici, fiduciosi di poterli raggiungere nei prossimi giorni ma, dato il brutto tempo incontrato, hanno tagliato un paio di tappe dell'itinerario previsto, così ora hanno ancora quattro giorni di vantaggio e sono già a Saint Vaast la Hougue. Valutiamo che il pernottamento in loco è problematico e, francamente, abbiamo una gran voglia di raggiungere finalmente l'oceano. Carichiamo sul Tomtom l'itinerario della tappa progetta da Mont Saint Michel a Carteret, tagliamo i punti della partenza e ci rimettiamo in marcia. All'uscita di Avrances ci immettiamo sulla D911, Route Des Falaises, e dirigiamo verso Genets, che superiamo senza fermarci, mentre, in prossimità di Saint Jean le Thomas comincia ad essere visibile la vastità della baia di Mont Saint Michel semiprosciugata dalla marea. Alle 19.10 troviamo un parcheggio, indicato come punto panoramico [GPS: 48,73363 -1,53598], dove ci fermiamo per le foto di rito, con la baia e l'abbazia, un poco sbiadite a causa della tarda ora, della foschia e dell'assenza del sole. Il nostro viaggio comincia qui, dove era finito il giro della Bretagna ben undici anni fa. Rimessici in viaggio raggiungiamo Carolles, ove notiamo la segnalazione del camper service in Place de la Mairie, e da lì infiliamo tutta una serie di centri abitati che ci accompagnano fino a Granville con un ovvio, consistente aumento di traffico. A Granville seguiamo i suggerimenti datici da Tomtom per raggiungere l'area attrezzata fino ad arrivare in Rue du Roc dove la troviamo [GPS: 48,83518 -1,60985], ovviamente completa e sovraffollata. Vista l'indisponibilità di posto decidiamo di tornare indietro e tentare una sortita a Saint Pair sur Mer. Giunti in Avenue Léon Jozeau Marigné [GPS: 48,81695 -1,56993] veniamo preceduti sul filo di lana da un camper tedesco che, anche un poco prepotentemente, s'impadronisce dell'ultimo posto disponibile. Lì per lì siamo indispettiti, anche perchè l'area è centrale e l'abitato sembra animato con negozi e ristoranti ancora aperti, nonostante ciò ci rimettiamo in cerca. Ancora una volta Tomtom ci fornisce il suo soccorso trovandoci la più vicina area segnalata, a Coudeville. In effetti sono pochi chilometri, cosa che conferma che la densità di soluzioni per il turismo itinerante in questa parte della Francia è fuori dagli standard nostrani. Arriviamo alle 20.20 a Coudeville Plage, l'area è nuova di fianco al campeggio, alle porte dell'abitato [GPS: 48,88718 -1,56686]. La colonnina servizi e la sosta si pagano con carta di credito. Dopo un paio di tentativi falliti, alla fine riusciamo nell'intento e otteniamo la ricevuta di 5 euro che ci occorre per passare la notte. Riteniamo piuttosto ridicolo questo metodo di pagamento ed anche pericoloso, essendo le colonnine per lo più non presidiate e quindi possibili obiettivi delle bande di clonatori di carte, ma tant'è, siamo costretti a fare di necessità, virtù. Poniamo dunque fine anche a questa tappa, con 427 chilometri sulle spalle, ce ne andiamo a cena alla brasserie sul lungomare, che dista neanche cento metri da dove siamo sistemati, e chiudiamo la giornata in serenità e allegria con mules, frites e birra a pression.
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Lunedi 3 Agosto 2009.
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Sveglia alle 7.00, notte al tempo stesso, tranquilla e fresca. Il cielo si presenta sereno per cui, dopo colazione, ci facciamo una rilassante passeggiata lungo la spiaggia per il piacere immenso di Blonde. La marea calante, minimo alle 12.20, scopre alcune decine di metri di battigia subito contesi da bagnanti, gabbiani, cani e pescatori. Percorriamo circa mezzo chilometro, sia all'andata che al ritorno, lungo la battigia godendo di splendidi e chiari panorami sul promontorio Granville da una parte e fino alla Pointe d'Agon dall'altra. Blonde ingaggia saettanti duelli ad alta velocità con i numerosi gabbiani che popolano la spiaggia. Rientriamo al camper alle 11.10 quando, ormai, fa decisamente caldo. Dopo un opportuno e rapido cambio di abbigliamento, ci mettiamo in marcia che sono le 11.30. Percorrendo un nuovissimo tratto di superstrada, precipitiamo letteralmente su Coutances, che ci si para improvvisamente dinanzi dominata dall'inconfondibile profilo delle alte guglie della sua cattedrale gotica. Alle 12.00 ci fermiamo presso il supermercato Champion per fare spesa giornaliera e rifornimento di carburante [GPS: 49,05047 -1,43993]. Ripartiamo poco prima delle 13.00 navigando verso nordovest. Aggiriamo la lunga e ampia foce della Sienne, intravvedendo, di tanto in tanto, il mare e le numerose imbarcazioni in secca. Arriviamo ad Agon e, alla ricerca di un posto adatto per la sosta di mezza giornata, facciamo puntare Tomtom verso il locale camper service, sperando di trovarvi un parcheggio annesso. La colonnina Flot Bleu è sistemata, all'esterno del campeggio, in una posizione priva di spazi praticabili [GPS: 49,05318 -1,59131], per cui entra in campo l'intuizione camperistica. Viene intimato a Tomtom di guidarci verso il faro di Pointe d'Agon, sponda settentrionale della foce della Sienne. Dopo aver percorso diverse strade ed attraversato numerosi incroci, alle 13.35, arriviamo , dalla parte opposta dell'abitato, alla Pointe d'Agon, posta alcune centinaia di metri oltre il faro [GPS: 49,00161 -1,57498]. Al momento c'è molto spazio e quindi ci posizioniamo agevolmente per il pranzo riparando il frigo dal sole e dal vento ed orientando la finestra della dinette sulla foce, dove si trovano decine di imbarcazioni che la marea, ritirandosi, ha lasciato disordinatamente in secca. Mangiamo godendoci questo inusuale panorama poi attraversiamo ben tre creste di dune di sabbia prima di riuscire a vedere il mare. Il posto è assolutamente gradevole, anche in virtù del fatto che risulta poco frequentato, essendo privo di locali e chioschi vari, inoltre vi è interdetto il pernottamento. Rientrati al camper troviamo il parcheggio popolato da numerose vetture per cui, onde evitare di restare intrappolati, alle 15.30 ci rimettiamo in marcia con obbiettivo Carteret. Viaggiamo con tranquillità su strade ben tenute e poco trafficate. In prossimità di Portbail sentiamo una certa astinenza da mare per cui deviamo verso il centro. Lo troviamo molto animato e anche angusto per un mezzo di grandi dimensioni, ma sarebbe stato un vero peccato non aver visto questo piccolo borgo medievale di pescatori. Ci fermiamo appena un attimo, giusto per scattare qualche foto nel parcheggio di Rue Lechevalier, poi riprendiamo il viaggio. Alle 16.40 arriviamo nel parcheggio del porto di Carteret [GPS: 49,37361 -1,78968]. Tutti i posti camper sono occupati, inoltre l'affollamento è a livelli nostrani. Scendiamo più per far sgambare un poco Blonde che perché il luogo ci attragga. Restiamo fermi una mezz'ora assistendo al traini di surfisti e velisti dall'interno del porto verso il mare aperto poi, prima che la marea montante faccia migrare tutti insieme i bagnanti con le loro auto, ci rimettiamo in viaggio. Avendo impostato Tomtom per un viaggio a velocità limitata, lo strumento ci porta a percorrere strade simili a single track, attraverso tutta la natura presente nella penisola. In certi tratti siamo pericolosamente sfiorati, a destra e sinistra, da alte siepi che celano poderosi rami d'albero. Arriviamo così, alle 17.20 a passare per il piccolo e scenografico borgo di Le Rozel, con il suo castello medievale che ospita un albergo. Scoperto l'arcano del perché stiamo percorrendo strade così anguste e visto che si sta facendo tardi, modifichiamo le impostazioni e, pur evitando le autostrade e strade a pedaggio, impostiamo il percorso più veloce per raggiungere Goury. Alla rotatoria appena passato l'abitato di Beaumont Hague, notiamo un cartello che indica una località turistica, la Baie des Treize Vents, come punto panoramico e decidiamo di seguirla, Percorriamo ancora una stretta strada ad una pendenza superiore al 10 per cento, tanto che a metà decidiamo di fermarci a far raffreddare i freni. In fondo troviamo un parcheggio [GPS: 49,65841 -1,87275] con alcuni posti da cui parte un viottolo che scende ulteriormente verso l'oceano. Ovviamente, dato il nome, spira un vento persistente e teso. Data l'ora, soprassediamo, e ci avventuriamo nella risalita, dall'altra parte della vallata, che percorriamo tutta d'un fiato, con il timore di incontrare qualche veicolo diretto in senso contrario. Alle 19.00, dopo soli 173 chilometri di tappa, arriviamo al parcheggio obbligatorio per camper a qualche centinaio di metri dal borgo peschereccio di Goury [GPS: 49,71394 -1,93468], appena passato l'abitato di Auderville. Piazziamo il mezzo e non resistiamo alla tentazione di scendere subito al minuscolo villaggio. Tutto l'ambiente è in puro stile rurale irlandese, sia nell'architettura degli edifici che nell'arredo urbano circostante. Gli appezzamenti di terra sono divisi dai classici muretti a secco, le pecore sono sostituite da voluminose mucche bianche ed il verde dei prati impera. Goury è la sede del Faro de la Hague, costruito su una emergenza di roccia a circa 800 metri dalla terraferma, alto 47 metri ha una portata di circa 20 chilometri. Per i camper è riservato un parcheggio a 300 metri dal porto ma, nel parcheggio visitatori, sbarrato a due metri, è presente una vecchia colonnina servizi con scarico e prese di corrente , ormai abbandonata e in disuso. Alle 22.00 è ancora giorno ed il faro ancora non si è acceso, intanto ricomincia a piovere.
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Martedi 4 Agosto 2009.
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Sveglia alle 8.00, notte tranquilla ma ventosa e, a tratti, anche piovosa. Stamattina è rimasto solo il vento e il freddo, non c'è più traccia di pioggia. Torniamo nei pressi del porto per un'ultima visita poi, alle 10.30, a malincuore, lasciamo questo piccolo lembo d'Irlanda in terra francese. Risaliamo fino ad Auderville, poi giriamo di nuovo verso la costa. Percorrendo una single track, arriviamo in cima ad una discesa, dichiarata al 10%, dove facciamo sosta per verificare la possibilità di percorrerla. Effettivamente si tratta di poche centinaia di metri che ci conducono alla meravigliosa Baia di Ecalgrain [GPS: 49,69139 -1,93553]. Abbiamo da una parte il faro di Goury e dall'altra il promontorio del Nez de Joubourg, il mare è spumeggiante a causa del vento incessante. Ci sono due comodi parcheggi per la sosta e quello più in basso è quasi in piano e con servizi igienici. Quando scoccano le 11.00 ripartiamo, affrontando la salita dal lato opposto della baia. Attraversiamo con qualche apprensione il piccolo sobborgo di Dannery ed, in breve siamo, all'area di sosta del Nez de Jobourg [GPS: 49,67777 -1,93867]. Restiamo estasiati dal posto e dai panorami, nonostante il tempo coperto e ventoso, al limite dell'equilibrio, fino alle 12.00. Il nostro sguardo spazia dal faro di Goury, alla baia di Ecalgrain fino, verso sud, alla lunga lingua di sabbia che incornicia l'Anse de Vauville per chiudersi al faro di Cap de Flamanville. Il mare è imperlato dallo spumeggiare delle onde sulle quali si destreggiano tre piccoli pescherecci tra la costa e l'isola di Alderney. Di tanto in tanto arriva qualche mercantile a sfidare la forza del vento e della impetuosa corrente. Ci rimettiamo in movimento alle 12.20 ed in mezz'ora di superstrada arriviamo a Erqueurdreville-Hainneville, sobborgo di Cherbourg, dove, in Rue Jean Bart, approfittiamo della colonnina Eurorelais per effettuare rapidamente le operazioni di camper service [GPS 49,65501-1,65106] avendo sullo sfondo le fortificazioni della rada. Aggiriamo Cherbourg seguendo una delle diverse tangenziali a scorrimento veloce, suggerite sia da Tomtom che dalla segnaletica in loco, per fermarci, alle 13.20 dopo meno di 40 chilometri di tappa, nei posti riservati ai camping car del parcheggio del supermercato Leclerc di Tourville [GPS: 49,63276 -1,59232]. Usciamo dalla passeggiata per la spesa all'interno del supermercato che sono le 14.40, più per la fame, che per aver esaustivamente soddisfatto le nostre sfrenate esigenze di acquisti che ci prendono in questi luoghi. Comunque siamo finalmente riusciti a trovare un 'secador de pelo' da viaggio adatto alle nostre esigenze. Pranzo direttamente nel parcheggio, con megabaguette, di fattura propria, a base di tonno, insalata, pomodori e maionese, e 'tarte normande'. Partiamo alle 15.40 per percorrere ancora una mezz'ora di strada, scorrevole e comoda, che lasciamo nei pressi di Fermanville per inoltrarci verso la costa e raggiungere il faro di Cap Levy [GPS:49,69668 -1,47297]. Troviamo fortunatamente posto nel piccolo parcheggio ghiaioso alla base del faro, così da poterci avventurare sugli scogli rossastri, che la bassa marea ha lasciato emergere, subito occupati da diverse specie di uccelli, da pesca, tra i quali si distinguono benissimo i cormorani. Un quarto d'ora è sufficiente per visitare il luogo, dopodiché ripercorriamo a ritroso il breve tragitto fino alla statale e dirigiamo verso la nostra prossima meta. Raggiungiamo l'Anse de Gattamare [GPS: 49,6961 -1,31245] alle 16.25 trovando un inaspettato divieto di campeggio nell'angusto parcheggio sterrato dietro l'immensa e quasi deserta spiaggia ciottolosa. Sotto il vigile sguardo del faro di Barfleur, Blonde è finalmente libera di scorrazzare sulla parte sabbiosa della spiaggia, mentre tra le poche persone presenti, diverse sono intente a bagnarsi nelle fredde acque dell'oceano. Qui il vento non arriva e la temperatura è gradevolmente tiepida, mentre il mare è assolutamente calmo. Stiamo fermi e passeggiamo rilassati per più di mezz'ora, nella quasi assoluta solitudine e nel silenzio naturale rotto solo dal rumore della delicata risacca del mare speculare. Ci rimettiamo in marcia alle 17.20 e senza perdere di vista la lanterna, attraversando un breve tratto di strada contornato di coltivazioni e asinelli al pascolo, arriviamo rapidamente alla base del faro di Barfleur o di Gatteville [GPS: 49,69459 -1,26737]. Intorno al capo oltre varie opportunità di acquisto di ostriche, ci sono diverse possibilità di sosta che, tra l'altro, evitano anche inopportuni assembramenti. Per raggiungere il capo è necessario attraversare anche il centro di Barfleur le Phare, sulle nostre carte riportato come Gatteville le Phare, una vera bomboniera con tutti gli edifici in pietra locale e la cattedrale in architettura normanna. Al faro incontriamo nuovamente il vento ed ancora una infinità di scogli lasciati scoperti dalla marea contesi da gabbiani, cormorani e aironi bianchi a caccia delle prede intrappolate nelle diverse pozze lasciate dal mare in ritirata. Questo è uno di quei fari visitabili, costruito per la prima volta nel 1773 e più volte rifatto e aggiornato nella tecnologia, oggi è alto quasi 80 metri ed emana luce visibile fino a 29 miglia marine. Noi evitiamo la salita fino alla lanterna e preferiamo goderci la fauna volatile che ne popola i dintorni della base. Inseguiamo e siamo inseguiti così dai gabbiani e giochiamo a nascondino con un candido airone bianco che, ad ogni nostro approccio, spicca un breve volo per pescare sempre più in là. Passate le 18.00 si è fatta ora di ripartire, serve poco tempo per raggiungere i sobborghi di Saint Vaast la Hougue e di lì, seguendo le indicazioni stradali e i suggerimenti di Tomtom arrivare al camping La Gallouette [GPS: 49,58459 -1,26879] e sistemarci per la serata e la cena. Il camping La Gallouette è una di quelle trappole in cui il 'bravo camperista' non dovrebbe mai cadere. Le tre stelle che vanta si rispecchiano in un prezzo eccessivo, anche se comprensivo di piscina, che non usiamo, giochi vari, che non usiamo, ed altre amenità del genere che servono molto a fare immagine e poca sostanza. I servizi sono da campo militare, aperti sopra e sotto, molto meglio quelli del municipale di Villeneuve sur Cher. Tra l'altro scopriremo in seguito che esisteva la possibilità di una tariffa agevolata per camper, una sorta di quick stop, che il gestore si è cortesemente astenuto dal proporci. Piazziamo il camper, colleghiamo la corrente, ci rechiamo alla baracca dei bagni a fare le docce ed, alle 20.00, usciamo. In pochi minuti siamo sulla banchina del porto dove non abbiamo difficoltà a trovare un ristorante che serva un ottimo pasto a base di pesce. Durante la cena si consuma il tramonto ed il sole basso inonda di luce rossastra la foresta di alberi delle imbarcazioni ormeggiate. Di fronte al ristorante attracca anche un peschereccio, al rientro dalla battuta di pesca, ed è subito preso d'assalto da numerosi acquirenti. Terminato con soddisfazione il pasto, ci godiamo una rilassante passeggiata lungo il molo fino ad osservare la lanterna del piccolo faro posto sull'Ile de Tatihou. Tentiamo inutilmente di scattare qualche foto scenografica, poi aiutiamo una giovane indigena caduta con la bicicletta a raggiungere il padre, quindi rientriamo in campeggio che sono le 23.00.
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Mercoledi 5 Agosto 2009.
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Sveglia alle 7.00, notte tranquilla, tempo variabile ma tendente al bello ed assenza assoluta di vento. Scopriamo che il campeggio ha la connessione wifi, ma solo nei locali della direzione. Dopo una breve passeggiata intorno al porto, partiamo definitivamente alle 10.30. Viaggiamo mezz'ora, sempre lungo costa, in direzione delle spiagge dello sbarco, fino ad incontrare il primo monumento commemorativo ed eretto in onore del Generale Leclerc [GPS: 49,44377 -1,20995]. Durante la visita del sito decidiamo, su due piedi, di effettuare una variazione al piano di viaggio e di recarci a Sainte Mere Eglise per vedere anche questo importante luogo, teatro di uno degli episodi più noti riguardo il D-Day. Torniamo allora un poco indietro e in mezz'ora di strada, attraverso i campi, giungiamo alla periferia della cittadina. In effetti riusciamo anche a raggiungere la piazza centrale ma, la parte del parcheggio riservata ai camper è piena, per cui ci accontentiamo di parcheggiare davanti il complesso scolastico in Rue Du Général Gaving [GPS 49,41098 -1,31334] e di ritornare verso la chiesa a piedi. Nella centralissima piazza si erge la chiesa del villaggio con il suo campanile cui è attaccato un fantoccio che ricorda lo sfortunato paracadutista che vi restò impigliato in quel drammatico giorno. Tutta la zona è molto frequentata e le attrazioni, votate all'effetto e al turismo, sono molteplici e fanno quasi scemare il significato storico del luogo. Dopo quasi un'ora di vagabondaggio pensiamo di averne abbastanza per cui, alle 12.20, ci rimettiamo in marcia ripercorrendo a ritroso la strada verso il mare. Raggiunta la costa, seguiamo le indicazioni per Utah Beach e dopo pochi chilometri siamo parcheggiati nell'immenso prato antistante il museo e i monumenti commemorativi della celebre spiaggia [GPS 49,41482 -1,17727]. Essendo ormai le 12.45 pensiamo sia opportuno pranzare prima di avventurarci nella visita. Apriamo la veranda e consumiamo il pasto al fresco del vento. Rimesso tutto in ordine, attraversiamo i parcheggi per auto antistanti il museo e per prima cosa saliamo a visitare il monumento in bronzo dedicato ai mariani dello sbarco. Dalla sommità della duna lo sguardo viene presto attratto dalla vastità della spiaggia che si sta scoprendo a causa della marea calante. Visto che questo è il primo giorno di pieno sole, rimandiamo la visita del museo a più tardi e ci rechiamo in spiaggia, anche per la gioia di Blonde. La bassa marea scopre un banco dietro l'altro e noi, camminandole dietro, alla fine tentiamo di raccogliere qualche tellina. Non l'avessimo mai fatto, con sorpresa raccogliamo una mezza busta di vongole grosse come noci. Chiedendo ad un francese se fosse sicuro mangiarle, la risposta è stata che se non gradivamo le avremmo potute depositare nel suo secchio a fare compagnia a quelle che anche lui stava raccogliendo. Facciamo così le 16.00 quando, tornati al camper, rossi come gamberi, dobbiamo escogitare uno stratagemma per lasciar spurgare la sabbia dai molluschi. Partiamo alle 16.20 dirigendo verso Carentan, che non raggiungiamo, seguendo direttamente le indicazioni per raggiungere Pointe du Hoc. In poco più di mezz'ora siamo al parcheggio del sito [GPS 49,39310 -0,98842] dove troviamo facilmente posto e ci incamminiamo per la visita. Passato l'ingresso ci troviamo in ambiente lunare, pieno dei crateri lasciati dalla bombe cadute per distruggere le postazioni fortificate presenti ed ancora ben visibili. La visuale panoramica è stupenda e ciò conferma l'importanza strategica del posto e rende benissimo l'idea delle difficoltà incontrate dagli alleati per conquistarlo scalando la parete rocciosa dal mare. Per tutta la visita impieghiamo un'ora poi, alle 18.00, riprendiamo il nostro cammino. Torniamo sulla dipartimentale e proseguiamo verso est fino ai primi sobborghi di Vierville sur Mer laddove viriamo nuovamente verso il mare. La falesia ha perso consistenza e davanti a noi troviamo l'immensa spiaggia rossa di Omaha Beach. Percorriamo tutto il lungomare, fino a raggiungere il memorial dello sbarco, poi rientriamo verso l'interno notando la notevole inflazione di raccolte di relitti e musei vari dedicati agli eventi dello sbarco. Alle 18.40 giungiamo di fronte all'entrata del cimitero americano di Colleville sur Mer [GPS 49,35802 -0,85023] ma, da informazioni avute dal militare di guardia, il museo ha già chiuso e nel parcheggio è vietato sostare la notte. Pensiamo bene di non rischiare, così torniamo ancora sulla dipartimentale D514, superiamo il centro di Colleville e ci lasciamo guidare da Tomtom fino ad una gradevole area per soli camper, tutta su erba, posta dietro un distributore di benzina [GPS 49,34813 -0,81657] in comune di Sainte Honorine des Pertes. Purtroppo gli attacchi luce non sono sufficienti per tutti gli ospiti, e visto che noi siamo rimasti senza, il gestore non ci fa pagare il pernottamento.
 dedicato a Barbara e Gabriella
| Belli e piazzati, lavati e docciati, diamo inizio al sontuoso e macrabo rituale del sacrificio in padella delle vongole di Utah Beach. Ne viene fuori un condimento e una cena coi fiocchi poi, tutti a nanna belli satolli.
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Giovedi 6 Agosto 2009.
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Sveglia alle 7.30 al termine di una notte tranquilla, anche in conseguenza delle abbondanti libagioni consumate la sera prima. Il tempo è variabile tendente al bello. Alle 9.00 siamo pronti a spostarci nel parcheggio interno del cimitero americano [GPS 49,35721 -0,85241] di Colleville sur Mer. Siamo tra i primi gruppi ad accedere al sito attraverso il museo. La visita è altamente coinvolgente. Vedere tutte quelle croci, in ricordo di tanti giovani, che avevano ancora una lunga vita davanti a sé, è profondamente commovente. Certo stride il fatto di confrontare, ancora una volta, la cura per il decoro ed il rispetto che certe nazioni hanno per i propri soldati caduti con l'indifferenza, che scade quasi nell'incuria, constata nelle nostre visite ai sacrari militari friulani della prima guerra mondiale. Alle 11.40, terminata esaurientemente la visita, torniamo al parcheggio e ci rimettiamo in marcia. Torniamo sulla dipartimentale e dirigiamo verso Port en Bessin Huppain, dove incontriamo, chiaramente indicata, la segnalazione dell'area di sosta per camper presso il parcheggio del Super U. Ricomincia a fare decisamente caldo, tanto che in camper abbiamo 22 gradi. Dopo mezz'ora di viaggio siamo già nel parcheggio del Carrefur alle porte di Bayeux [GPS: 49,28466 -0,70442] dove ci fermiamo per fare la spesa quotidiana. Nonostante un'ora abbondante di vagabondaggio all'interno dell'ipermercato, non troviamo ispirazione per allestire un pranzo gradevole e allora alle, 13.40, ci spostiamo nel parcheggio del McDonald [GPS: 49,28438 -0,69965] poco distante dove consumiamo la solita sbobba da fast food. Prima di lasciare la città, passiamo per Place G. Despallieres [GPS: 49,28057 -0,70702], di fianco alla cattedrale di St. Patrice, dove è posizionata la colonnina Eurorelais del camper service, che troviamo comunque fuori uso. Alle 14.45 puntiamo nuovamente la prua verso la costa e, in meno di mezz'ora, arriviamo al parcheggio del Cinema a 360° di Arromanches les Bains [GPS: 49,33919 -0,61374], posto in posizione panoramica sulla falesia, a picco sull'abitato. Paghiamo per una breve sosta, ma si potrebbe anche pernottare, e ci rechiamo presso il Cinema. Assistiamo con partecipazione al filmato, che comunque, a parte l'ambientazione circolare, non vale quello che si spende per vederlo, poi, all'uscita, torniamo al camper a recuperare Blonde e, visto, il tempo incerto, ci cauteliamo per la visita del borgo portandoci dietro keyway e ombrello. Scendiamo a valle, meglio sarebbe dire precipitiamo, utilizzando il trenino turistico gratuito, che differenza con le nostre cittadine turistiche dove si paga anche l'aria che si respira. Troviamo una cittadina impregnata di turismo consumistico, a livello dei migliori 'budelli' nostrani, tutto basato sugli avvenimenti dello sbarco. I negozi di souvenir vendono divise americane, mimetiche, armi giocattolo, berretti, distintivi e quant'altro ricordi quei giorni. Fortunatamente i resti del porto artificiale son bel lontani da questo baillame e presidiano imperterriti la baia coronata dalla ampia spiaggia che la marea si è lasciata alle spalle. In prossimità del porto troviamo anche un solitario suonatore di cornamusa, con tanto di kilt, che ci rievoca nostalgici ricordi di scozzese memoria. Alle prime gocce di acqua, ci rechiamo alla fermata del trenino e ci risparmiamo l'arrampicata sulla falesia per raggiungere il parcheggio. Partiamo alle 17.45 quando ha ricominciato a piovere in maniera consistente e la marea si è ritirata ai minimi di giornata, scoprendo una spiaggia immensa dove i resti del porto artificiale restano in secca e i pescatori portano le loro barche a mare trainandole con i trattori. Percorriamo parte della costa poi dirigiamo decisamente su Caen, dove arriviamo anche celermente in una mezza ora. Cerchiamo ovviamente i punti sosta indicati sul Tomtom per poter anche pernottare, ma il parcheggio del Memorial risulta interdetto ai pernottamenti, ed anche assolutamente isolato, mentre il parcheggio in Quai de Vendeuvre è fin troppo centrale, a pagamento, molto disturbato dal traffico e, soprattutto, poco attraente. Perdiamo così un'ora e mezza in giro per la città cercando la terza segnalazione, alla fine, alle 19.45 ci fermiamo nel piccolo parcheggio del Centro Congressi in Avenue Albert Sorel [GPS: 49,17593 -0,37046] alberato, tranquillo e fiancheggiato dal prato dello stadio del Nuoto. Poco dopo esserci sistemati, mentre le vetture dei nuotatori lasciano il parcheggio, veniamo affiancati da un altro camper, francese, che ci rassicura sulla possibilità di pernottamento. Oggi mettiamo in conto solo 89 chilometri di tappa densi di commoventi emozioni.
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Venerdi 7 Agosto 2009.
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Sveglia alle 7.30 al termine di una notte assolutamente tranquilla e serena. Stamane il cielo è coperto e si annuncia una giornata piovosa e umida. Nonostante il tempo non proprio propizio, alle 9.00 lasciamo il camper e risaliamo Avenue Albert Sorel, a piedi, fino a giungere in Place Louis Guillouard, da cui poter gustare la vista dei magnifici giardini fioriti antistanti il Palazzo Ducale. Sebbene Caen fosse già presente su questo colle all'epoca dei galli e dei romani, il suo periodo più noto è quello medievale legato al nome di Guglielmo il Conquistatore, Duca di Normandia, conquistatore e primo re d'Inghilterra. Mentre il tempo si va rasserenando, passeggiamo con maggiore serenità tra le aiuole e i giardini profumati, dirigendo alla chiesa di Saint Etienne, all'interno della quale troviamo, soprattutto, la tomba di Guglielmo, qui sepolto dal 1087. Passando a fianco della vecchia Abbazia degli Uomini, distrutta dai bombardamenti nelle tragiche giornate dello sbarco del 1944, percorriamo poi Rue Arcisse de Caumont, prima, e Rue Saint Pierre, poi, fino a sfociare alla base del maestoso castello di Guglielmo. Ci arrampichiamo fino alla sommità del colle, attraversiamo il ponte levatoio ed entriamo all'interno delle mura dalla sommità delle quali possiamo avere un panorama, che francamente speravamo migliore, della città e delle guglie della chiesa di Saint Pierre, proprio antistante il castello. Blonde scorrazza, come può, su prati e giardini di fronte al Musee de Normandie, qui ospitato. Presa la via del ritorno, ci fermiamo a fare uno spuntino, con dolce e tè, in un ristoro poi, tornati al camper ci mettiamo in assetto di marcia e leviamo le ancore che sono le 12.15. Ripuntiamo decisamente verso la costa seguendo il corso dell'Orne fino a raggiungere Cabourg, al termine di un trafila di centri turistici e balneari. Numerosi i campeggi, pochi e piccoli i parcheggi privi di divieti o sbarre limitatrici. Alle 13.00 ci fermiamo a fare camper service nel parcheggio del nuovo Carrefour di Cabourg [GPS 49,27777 -0,13472] e ne approfittiamo anche per pranzare. Ripartiamo alle 15.00, dopo fatto anche rifornimento di carburante e, sempre seguendo la costa ed attraversando praticamente una unica interminabile conurbazione di stazioni balneari, invero anche molto graziose, alle 16.35, attraversato il meridiano di Greenwich, arriviamo all'area attrezzata di Honfleur [GPS 49,41928 0,24293]. Durante il tragitto non abbiamo trovato un minimo di spazio sufficiente per fermarci, neanche temporaneamente, la cosa gradevole, in tutto ciò, è stata l'apoteosi di fiori che ornano in ogni dove tutte le cittadine in una varietà di forme, colori e generi veramente impressionante e sorprendente. Questa è l'area di sosta più grande che abbiamo mai incontrato, con esclusione di quella di Klusserath lungo la Mosella, con posto per centinaia di mezzi e che procura al comune di Honfleur un significativo introito. L'area è coperta da segnale wifi, fornito da SFR, dotata di diverse postazioni di carico e scarico, e numerose colonnine per allaccio elettrico. Purtroppo sia lo spazio che i punti di ancoraggio si rivelano, nonostante tutto, insufficienti rispetto al gran numero di mezzi in circolazione. Di fronte ci troviamo addirittura un camper irlandese, novità assoluta per noi. Una volta piazzati, ci organizziamo per la visita. Arriviamo al porto e lo aggiriamo per raggiungere Saint Catherine e la sua raccolta piazzetta. Dopo la rapida visita della scarna cappella, percorrendo le graziose viuzze sovraffollate di turisti e negozi, riscendiamo al porto. Intanto si è fatta ora di cena, per cui cominciamo la questua per trovare luogo e menu che ci soddisfino. Se si vuole mangiare male, basta andare in uno dei ristoranti a bordo del porto di Honfleur, organizzati per il fast food marinato, con la concreta possibilità di addentare i gomiti del vicino di sedia, chiunque esso sia. Dopo cena, peraltro molto veloce, torniamo verso l'area di sosta accompagnati dalla calda luce rossastra del sole calante. Fiancheggiando il circo, ospitato in questi giorni vicino al parcheggio camper, diamo modo a Blonde di misurarsi con tutti i felini, leoni e tigri, presenti nelle gabbie dello zoo.
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Sommario delle tappe.
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Sabato 8 Agosto 2009.
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Sveglia alle 8.20, notte tranquilla. Cominciano i trasferimenti e il gioco della dama cinese tra chi, arrivato tardi e posizionato precariamente, si precipita ad occupare una posizione migliore lasciata libera da chi parte. Tempo variabile, poco vento e qualche raggio di sole. In lontananza si sentono le sirene dei mercantili che entrano ed escono dal porto di Le Havre. Al mattino passa il furgoncino con il pane fresco, mentre alla sera passa quello con la frutta e la verdura. Partiamo alle 9.30, seguendo le indicazioni di Tomtom, non abbiamo difficoltà ad imboccare il Pont de Normandie. Superiamo agevolmente la poderosa foce della Senna, molto attratti dal panorama, e sbarchiamo alla periferia di Le Havre. Ignornado le indicazioni per l'area di sosta al Port de Pleisance, attraversiamo al città, ancora mezza addormentata, poi puntiamo verso il mare cercando di raggiungere il faro de la Heve. In realtà giungiamo in un parcheggio posto sotto di esso [GPS 49,50889 0,06885], da cui diparte il sentiero per la base della falesia. Blonde approfitta dei prati presenti per fare amicizia con un cagnolino locale e scorrazzare un poco. Mentre il cielo si rasserena, noi torniamo indietro quel tanto per prendere la direzione giusta ed arrivare alle 10.40 al Phare de la Heve [GPS 49,51145 0,06935], praticamente al piano di sopra del parcheggio. Di fianco al faro ci sono notevoli costruzioni di fortificazioni per batterie contraeree e punti di osservazione. La vista è stupenda, si vede tutta la Plage de la Heve, fino all'imbocco del porto di Le Havre. Scattate le foto di rito, riprendiamo il viaggio riportandoci sulla D940, seguendo la quale fiancheggiamo l'aeroporto e dirigiamo verso Etretat. Vi giungiamo in una mezz'ora, alle 11.30 siamo, infatti, davanti l'area di sosta, ma la troviamo completamente esaurita. Non ci perdiamo d'animo e, addentrandoci nell'entroterra, riprendiamo il giro e dirigiamo verso Valleuse d'Antifer ma, giunti poco oltre Tilleul, troviamo un divieto di circolazione a tutti i mezzi a motore e i due parcheggi presenti in loco sbarrati ed interdetti ai camper. Torniamo allora ad Etretat e, giunti in prossimità del cartello indicatore della cittadina, parcheggiamo sul ciglio della strada, in una precaria condizione di pendenza, insieme ad altri equipaggi [GPS 49,69937 0,20125]. Sono ormai le 12.00, ma preferiamo comunque iniziare la visita, per cui scendiamo, a piedi, verso il centro della cittadina, mentre il tempo si va sempre più predisponendo verso il bello. Arriviamo presto sul lungomare e veniamo subito attratti dallo splendido quadro offerto dalla falesia sud con l'arco che si protende sull'oceano. Dopo una breve valutazione anche della falesia nord, optiamo per la prima e ci avventuriamo a seguire il lungo serpentone di turisti che, fiancheggiando il locale campo di golf, si arrampicano sulla bianca scogliera accolti da chiassosi stormi di gabbiani, chiaramente infastiditi dalla presenza di tanti disturbatori. Più saliamo e più il panorama diventa da cartolina, dietro alle nostre spalle si apre la visuale del centro abitato incorniciato dalla bianca spiaggia ciottolosa, che si allarga sempre di più al calare della marea, e dalla falesia nord sormontata dalla cappella di Notre Dame de la Garde. Giunti in cima siamo accolti da una sinfonia di grida e starnazzi emessi dai gabbiani, in parte accovacciati tra le rocce, a guardia dei nidi, in parte svolazzanti tra il cielo e il pelo dell'acqua. Percorriamo quasi un chilometro verso sud, visitando in altura le diverse penisole che separano le prime due o tre calette. Ammiriamo da diverse angolazioni sia l'arco che la piramide di roccia che emerge dal mare, ci fermiamo poi a fare un breve spuntino, anche per far riposare Blonde, quasi esausta in conseguenza della pendenza superata, della polvere e del caldo. La discesa a valle è molto più veloce, anche in virtù del ridotto numero di soste effettuate. Prima di raggiungere il camper, ci fermiamo a pranzare, presso un bar, con sandwich e bibite. Ci rimettiamo in moto alle 15.15 e attraversando il congestionato centro, impieghiamo venti minuti per spostarci meno di dieci chilometri e raggiungere il parcheggio autorizzato alla sosta camper della vecchia stazione [GPS 49,70829 0,21490], di fianco alla caserma della gendarmeria. Parcheggiamo nuovamente, e ci incamminiamo verso la sommità della falesia nord. Prossimo alla cappella di Notre Dame de la Garde esiste, in effetti, un grande parcheggio, ma è riservato alle sole auto, anche perché la strada per raggiungerlo è talmente angusta che è opportunamente interdetta al transito dei camper. Bisogna dire che il panorama, seppur gradevole, non è paragonabile a quello che si gode dall'altra parte della baia. Passiamo comunque una buona ora di piacevole e rilassante passeggiata lasciandoci accarezzare dalla fresca brezza oceanica poi, lentamente, torniamo al mezzo. La vecchia stazione di Etretat è oggi utilizzata come centro vacanze per bambini in quanto nessun treno passa più da queste parti. Alle 17.10 ci rimettiamo in marcia seguendo il tracciato della D11. Scendiamo nella stretta vallata che ospita Yport e la superiamo fino a giungere alle porte di Fecamp e recarci presso il locale campeggio municipale. Arrivati davanti alla sbarra, neanche scendiamo che il gestore ci avverte di essere al completo. Invertiamo la marcia e ripercorriamo il breve tratto di strada che ci separa da Yport, fino ad andare a sistemarci presso il locale campeggio municipale [GPS 49,73292 0,32066]. Campeggio spartano, molto spazio a disposizione, pochi ospiti e sevizi spaziosi e funzionali. Dopo cena, anche per lenire le preoccupanti notizie che ci giungono da casa, facciamo una passeggiata in centro, fino al porto e al casinò. Dalla spiaggia, stretta tra due imponenti falesie, possiamo vedere in lontananza le luci del lungomare di Fecamp. Al ritorno notiamo, a neanche 200 metri dal campeggio, l'area di sosta per camper con blocco servizi, ma priva di allacci elettrici.
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Sommario delle tappe.
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Domenica 9 Agosto 2009.
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Sveglia alle 8.30, notte tranquilla, temperatura tiepida e cielo variabile. Effettuiamo, con la dovuta calma, tutte le operazioni di camper service e lasciamo il campeggio alle 10.20. Impieghiamo dieci minuti per percorrere i 7 chilometri che ci separano da Fecamp, dove ci fermiamo nell'immenso parcheggio di fronte al porto e all'ufficio informazioni turistiche [GPS 49,75982 0,37427]. A Fecamp è in corso una festa e la locale cooperativa di pescatori sta allestendo un stand gastronomico con la possibilità di acquistare pesce cotto alla brace. Attraversiamo il piccolo agglomerato di stand e raggiungiamo il porto. Lo attraversiamo su una passerella ricavata sulle porte di sbarramento che mantengono il livello dell'acqua nel bacino interno durante il periodo di bassa marea. Percorriamo il lungomare fino quasi alla falesia poi, alle 12.00, esce il sole e viene riaperto il porto, in quanto la marea è risalita, consentendo così l'uscita della barche dal bacino. Visitiamo la pescheria ed acquistiamo qualche souvenir, le baguette e dei gamberetti rosa. Tornati alla fiera andiamo allo stand dei pescatori ed acquistiamo tre confezioni di pesce alla griglia e decidiamo, su due piedi, di andarcelo a mangiare sulla falesia. Torniamo in fretta al camper, mettiamo in moto e ci spostiamo sulla falesia. In dieci minuti raggiungiamo il parcheggio di fianco alla cappella di Notre Dame du Salut [GPS 49,76612 0,37444], sopra Cap Fagnet, dove approfittiamo dei tavoli presenti per imbandire un pranzetto coi fiocchi, scaldati dal sole e rinfrescati dalla delicata brezza oceanica. Per smaltire il lauto pasto, passeggiando, ci rechiamo a visitare al storica cappella, tanto amata dai naviganti, i resti della installazioni belliche dell'Atlantic Wall e un breve tratto di scogliera. Alle 15.10 ci rimettiamo in marcia, sempre seguendo la dipartimentale che costeggia l'oceano. Tutti i centri abitati che attraversiamo, sembrano in festa, a Veulettes sur Mer rischiamo di restare incastrati nelle viuzze centrali a causa delle auto parcheggiate, passiamo al centimetro, attraversiamo l'area di sosta [GPS 49,85399 0,60517], piena, e proseguiamo. Giunti a Saint Valery en Caux troviamo la Festa del Mare, con un affollamento ed un ingorgo fantozziano. Percorriamo Avenue Foch [GPS 49,86629 0,71162] cercando, peraltro inutilmente, di raggiungere l'area di sosta, probabilmente anche esaurita, poi, sconfortati, ci allontaniamo. Alle 16.40 raggiungiamo la piazza di Sotteville sur Mer [GPS 49,88186 0,82995] dove parcheggiamo di fianco all'aiuola centrale su cui si trova una strana panchina a forma di Dolmen. Scendiamo e, a piedi, raggiungiamo l'Escalier, una ripida scalinata che ci precipita alla base della falesia. Nella zona troviamo anche un parcheggio su cui, però, troneggia un esplicito divieto di pernotto. La spiaggia è, come al solito, ciottolosa e la risacca è pertanto molto rumorosa. Cerchiamo di ripetere il miracolo della ricerca delle vongole di Utah Beach nei tratti, tra gli scogli, dove si è ammassata la sabbia, ma l'ambiente non è adatto e il tentativo fallisce. Anche Blonde non si trova a suo agio sui sassi smussati che spesso le fanno perdere l'equilibrio. Torniamo al camper alle 18.00, dopo aver faticato non poco nella risalita, e ci rifocilliamo con pain au chocolat e the freddo. Dato che le notizie che ci arrivano da casa non ci tranquillizzano affatto, cominciamo a pianificare un rientro anticipato. Partiamo alle 18.30, viaggiamo tranquillamente per quaranta minuti poi, arrivati alla periferia di Dieppe, seguendo le precise indicazioni di Tomtom, raggiungiamo il parcheggio al termine di Avenue de l'Esplanade [GPS 49,925 1,06793], a fianco del castello, con una panoramica vista sull'abitato, il porto e le falesia ancora più a nord. Questa è una zona residenziale e tranquilla. Il cielo si è completamente aperto e il sole offre contrasti scenografici unici su tutta le falesia a nord della città. La bassa marea scopre una spiaggia di notevoli dimensioni e la brezza oceanica riempie di profumo di mare l'abitacolo del camper. Raramente abbiamo cenato in un ristorante con un panorama simile.
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Sommario delle tappe.
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Lunedi 10 Agosto 2009.
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Sveglia alle 8.00, notte tranquilla. Pensavamo ci avrebbero svegliato i gabbiani ed invece sono le campane di Saint Remy. In questo parcheggio bisogna fare attenzione a mettere i cunei per livellare il mezzo, le pendenze non sono così evidenti e si rischia di passare la notte a rotolarsi nel letto. Siamo di nuovo in fase di bassa marea e il sole sta dissipando la foschia mattutina creando controluce scenografici dietro al castello, sulla falesia nord e sul porto. Le sfumature delle ombre finiscono nell'argento dei fiumi e della nebbia. Dopo aver consumato, con la dovuta calma, la colazione godendo ancora di questa balconata, alle 10.00 ci spostiamo a valle e, in mezz'ora raggiungiamo il parcheggio sul lungomare [GPS 49,93186 1,08477], appena prima del Luna Park. Dobbiamo dire che troviamo una città sporca e disordinata che, alla fine, non meriterà il tempo che dedichiamo alla sua visita. La strada più famosa, Rue du Bar, è oggi Rue dei Bar, dei Ristoranti e dell'Abbigliamento. Tutti esercizi commerciali che hanno oscurato, con moderne vetrine, le architetture dei vecchi edifici. Anche la chiesa di Saint Jaques risulta molto mal messa, degradata al limite dell'abbandono. Passeggiando lungo il porto, non possiamo non notare i possenti piloni cui sono ancorate le passerelle scorrevoli, che si alzano e si abbassano, con tutta la loro corte di barche ormeggiate, a seconda della marea. Sulla via del ritorno, al centro di Place Nationale, ci soffermiamo ad ammirare il monumento ad Abraham Duquesne, marchese di Bouchet, illustre cittadino di Dieppe, che al servizio della marina francese e svedese si distinse in molte azioni contro gli spagnoli. Alle 12.20, non potendone più, decidiamo di ripartire e, percorrendo sempre la D925, che segue la costa, in mezz'ora arriviamo all'area di sosta Funicolare di Le Treport [GPS 50,05768 1,36163] disposta sulla falesia. In effetti in città esiste un altro punto riservato ai camper, ma noi preferiamo questo essendo comodo, rapido da raggiungere, spettacolare come posizione e che consente di scendere a valle, in pochi minuti, utilizzando, gratuitamente, appunto la funicolare. Sul quartiere portuale la vista è, letteralmente, a volo d'uccello tanto è alta la falesia e vicina all'abitato. Ci sistemiamo comodamente a bordo delle immancabili aiuole, e consumiamo di nuovo il pranzo in assoluta serenità e tranquillità. Alle 15.00, dopo effettuato le operazioni di camper service, dietro pagamento di soli 2 euro con carta di credito, ci rechiamo alla funicolare e scendiamo a visitare il centro. L'abitato è tutto raccolto, ordinatamente, intorno al porto, da cui dipartono diverse vie, quasi indistinguibili, rette e concentriche verso la base della falesia sud. A fianco del canale di accesso al bacino, si erge l'edificio della Poissonerie Municipal, all'interno del quale è possibile trovare ogni ben di Dio, riguardo a pesce e pescato in genere. Sulla banchina del canale, un selva di canne permette ai pescatori locali di carpire facilmente prede anche di notevoli dimensioni. Cammina, cammina, arriviamo nell'animato lungo mare, dominato dalla cattedrale, dove ci fermiamo a consumare un sorta di gigantesca frittella. Quando il cielo si è ormai decisamente ricoperto, risaliamo al camper che sono 17.30, dopo aver fatto mezz'ora di coda. In un quarto d'ora siamo in assetto di marcia diretti ancora verso nord. Questa volta, per seguire la costa percorriamo prima la D940, poi la D102 che, in tre quarti d'ora, lasciata la Normandia per la Picardia, ci conduco a Cayeux sur Mer. Cittadina prettamente turistica, con numerosi e perentori divieti di sosta per i nostri mezzi, salvo una orrida, polverosa e disconnessa spianata [GPS 50,18976 1,49969], tra l'altro priva di ogni servizio, al termine dell'abitato e prospiciente la spiaggia a nord. Proseguiamo il nostro viaggio costeggiando strettamente il mare fino ad arrivare all'interruzione, per insabbiamento, della Route Blanche. Deviamo allora verso l'interno e arriviamo all'area attrezzata a pagamento, gestita ed antistante il campeggio Le Galets, [GPS 50,20305 1,5265]. Entriamo e, dopo un breve esame della polverosità e della distanza dal mare, decidiamo di proseguire e tentare un approdo più a nord. Sempre guidati magistralmente da Tomtom, aggiriamo rapidamente gli stagni ed arriviamo a Le Hourdel, dove troneggiano diversi divieti, anche di semplice sosta, per i camper. In prossimità del faro imbocchiamo, a senso inverso, la restante parte della Route Blanche e, alle 18.50 siamo posizionati all'interno del punto sosta, autorizzato per camping car, di Le Hourdel, praticamente a ridosso della sbarra di accesso al tratto insabbiato della strada [GPS 50,21439 1,55292]. Il tempo è notevolmente peggiorato, il cielo si è coperto di minacciosi nuvoloni e spira un forte ed incessante vento. A seguito della consueta ispezione, che sempre compiano intorno al luogo di sosta, possiamo constatare come l'entità della marea sia veramente impressionante, il mare scompare praticamente alla vista, restando solo visibile la sottile striscia bianca della onde frangenti all'orizzonte.
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Sommario delle tappe.
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Martedi 11 Agosto 2009.
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Sveglia alle 8.00, notte tranquilla, ventosa e piovosa, temiamo una giornata avversa. Alle 9.30, quando decidiamo di uscire, armati di pala e secchiello, la situazione è notevolmente migliorata. Siamo nuovamente in bassa marea, sull'altra sponda della foce trenini di fuoristrada conducono i turisti all'esplorazione dell'ambiente naturale della baia. Su questo lato, gruppi di pescatori da scavo sono a caccia di vongole e si contendono il territorio con cacciatori di foto e chiassosi gabbiani. Il mare è all'orizzonte e noi partiamo per la nostra esperienza.
 dedicato a Gabriella e Barbara
| Ci cimentiamo nella pesca delle vongole, così come ad Utah Beach, e ben presto ci rendiamo conto che la pala è assolutamente superflua, basta inserire le mani sotto la sabbia che se ne estraggono a decine, mentre il secchiello potrebbe non essere sufficiente. Un vicino di posto belga, in breve riempie due bei secchi ed uno con acqua con la quale provvederà alla depurazione fino al suo arrivo a casa. Per poter effettuare una soddisfacente escursione servono sandali di gomma rigidi, per superare lo strato ciottoloso e raggiungere la sabbia, una spazzoletta morbida, per poter asportare la sabbia dai piedi al termine dell'operazione, un paio di pantaloni tipo pinocchietto, un secchiello per poter raccogliere il cospicuo frutto della battuta di pesca e un binocolo sufficientemente potente per poter osservare le foche nella baia. Rientriamo al camper alle 11.30, dopo aver raccolto mezzo secchio di vongole ed esserci soffermati alla postazione dei biologi del parco per poter osservare le foche con i loro binocoli. Le pulizie dalla sabbia e la preparazione delle vongole per lo spurgo ci portano via un'ora, dopodiché ci mettiamo in marcia. Risaliamo presto sulla veloce D940 che, attraversando i marais, ci consente di aggirare prima l'abitato di Saint Valery sur Somme, poi la stessa foce e la baia fino ad arrivare alla periferia di Le Crotoy. Cerchiamo inutilmente di raggiungere la sponda del fiume e dell'oceano, tutte le strade che tentiamo finiscono in campeggi o in posti angusti, alla fine raggiungiamo il parcheggio per camping car del Parc du Marqueterre [GPS 50,26505 1,58792] dove troviamo il nostro ancoraggio. Essendosi fatte le 13.30, prima di partire per il giro di visita del parco ornitologico, ci rechiamo al locale ristoro, dove consumiamo l'ennesimo pranzo a base di 'mules e frites' allo stesso prezzo di sempre. Terminato il pranzo, dei tre circuiti da percorrere suggeriti, scegliamo di seguire il mediano, sia per non perdere l'alta marea nella baia, sia in considerazione del fatto che Blonde deve restare sola in camper non essendo ammessa alla visita. Rientriamo così alle 17.45 e, nonostante l'ombreggiamento del bosco, troviamo 30 gradi in camper. Siamo pienamente soddisfatti per quello che abbiamo avuto modo di vedere, abbiamo scattato oltre cento fotografie. Ci alleggeriamo nell'abbigliamento, ci rifocilliamo un poco e, in mezz'ora, ci rimettiamo in marcia. Per le 18.20 abbiamo raggiunto nuovamente la periferia di Le Crotoy e siamo parcheggiati presso l'area attrezzata comunale Des Dunes [GPS 50,22838 1,61218], dove sostiamo giusto il tempo per raggiungere la lontana battigia e recuperare un poco di acqua e far proseguire lo spurgo delle vongole raccolte in mattinata. L'area è esaurita, così ci parcheggiamo in centro, la sua ampiezza è tale che la cosa non crea problemi ad alcuno. Durante la sosta abbiamo modo di riflettere sul fatto che su tutto il circuito della Somme non abbiamo incontrato alcun camper italiano, molti francesi, ovviamente, molti belgi, tedeschi e, persino, lussemburghesi. Effettuato il rifornimento di acqua salmastra, ci rimettiamo in marcia cercando ospitalità nei diversi campeggi di Le Crotoy. Li troviamo tutti completamente esauriti per cui tagliamo la testa al toro e ci dirigiamo verso l'interno anticipando il rientro verso casa. Alle 19.30 arriviamo al campeggio La Safrière di Ponthoile [GPS 50,2091 1,69115] dove troviamo posto in una piazzola circondata da fiori protesa in mezzo ad una specie di fattoria e da cui possiamo vedere cavalli, mucche e pecore al pascolo, e le paperelle sul canale, come in Olanda. Il campeggio è sostanzialmente stanziale, come quelli di Crotoy, però carino e molto curato. La tariffa che paghiamo è meno della metà di quella di Saint Vaast la Hougue per tutti i servizi, corrente compresa. Nonostante le notizie da casa non siano incoraggianti, la serata scorre tranquilla e relativamente serena, sotto un cielo stellato, durante la quale la cuoca di bordo da fondo a tutta la sua esperienza per riuscire a cucinare magistralmente il bottino di vongole accumulato in mattinata. Ne ricaviamo un abbondante condimento per gli spaghetti e ne avanzano ancora generose porzioni come secondo piatto per tutto l'equipaggio. Alla fine, come al solito, l'unica scontenta sarà Blonde alla quale toccheranno le solite crocchette. L'ottimo vin de sable, con cui accompagniamo la cena, favorisce il nostro tranquillo riposo.
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Mercoledi 12 Agosto 2009.
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Sveglia alle 8.30, la lauta cena a base di coquillage di ieri sera, ci ha portato sonni tranquilli e rilassati, anche in virtù dell'assoluto silenzio del luogo. Al mattino alcuni ospiti del camping si recano presso i canali prospicienti a pescare mentre Blonde, scesa sulla piazzola, scruta guardinga le teste nere di un gregge di pecore, stile scozzese, che, brucando, si avvicinano pericolosamente a quello che ritiene essere il suo territorio. Il sole continua la sua danza in cielo con le nuvole spinte dalle folate, intermittenti, del vento. Oggi è il primo giorno completamente dedicato al rientro per cui, prima di uscire dal camping, effettuiamo le operazioni di camper service assicurandoci così l'autonomia almeno per l'intera giornata. Alle 10.10 ci mettiamo in marcia verso casa puntato su Amiens, designata nostra tappa intermedia. Viaggiamo per oltre tre quarti d'ora, prima attraversando Abbeville e poi risalendo la valle della Somme, ampia e in un alterarsi continuo di boschi e campi coltivati. Alle 11.00 arriviamo nel parcheggio del Super U di Flixecourt [GPS 50,02797 2,06743], ci fermiamo, formalmente per le spese quotidiane ma, in realtà, perchè non abbiamo proprio voglia di tornare a casa. Passeggiamo nel supermercato per un'ora e ci rimettiamo in viaggio dopo mezzogiorno. Sempre seguendo la Somme, attraversiamo diversi borghi caratteristici, e magistralmente ornati di fiori, fino ad arrivare, alle 13.00, al parcheggio dell'Embarcadere dell'Orto Botanico in Boulevard de Beauville ad Amiens [GPS 49,89773 2,31193]. Paghiamo il parcheggio per tre ore e ci incamminiamo verso il centro, facilmente individuabile data la notevole mole della cattedrale di Notre Dame. Superiamo il ponte sulla Somme e scendiamo verso il caratteristico quartiere di Saint Leu, con ristorantini e balconi straboccanti di fiori. Arrivati nei pressi della cattedrale ci viene improvvisamente a mancare la materia prima, un luogo in cui mangiare. Ci fermiamo in un ristorante, più caro che gradevole, proprio sotto la navata della chiesa e mangiamo al vento imperioso che tenta più volte di sparecchiarci al tavola. Visitiamo poi l'interno della cattedrale che, seppur assolutamente maestosa, rimane molto più scenografica fuori che dentro, soprattutto la facciata principale è veramente impressionante. Tra l'altro c'è da tener presente che l'architettura e le sculture che la ornano sono pressoché originali, essendo il tempio passato indenne attraverso diverse disavventure storiche come la rivoluzione francese e le due guerre mondiali. Torniamo al camper, dopo aver nuovamente attraversato il quartiere di Saint Leu, che sono le 16.15, ci prepariamo e, in un quarto d'ora siamo in assetto di marcia. Per la via del ritorno ci affidiamo ciecamente a Tomtom, sbagliando. Puntiamo come destinazione serale su Troyes, chiedendo la via più veloce ed escludendo le strade a pedaggio. Siamo al limitare dell'hinterland di Parigi e quasi tutte le autostrade hanno lunghi tratti gratuiti, per cui il fido navigatore ci conduce praticamente all'anello più esterno delle periferique. Prima seguiamo la A16, diretti proprio a Parigi, poi ci dirotta sulla A31 verso Senlis. Alle 17.40 pensiamo bene di fare una breve sosta presso l'Intermarche di Clermont per rifornirci di carburante e poter viaggiare spediti fino a destinazione. Superata Senlis, entriamo nella Foret demaniale d'Ermenouville e poi ci troviamo ad attraversare il grazioso borgo. Alle 20.35 arriviamo al McDonald di Provins [GPS 48,55174 3,29619] dove acquistiamo dei sacchetti per la cena, che consumiamo nel parcheggio, e valutiamo l'ipotesi di fermarci in città per il pernottamento, data ancora la molta strada da percorrere per raggiungere Troyes. Ci avventuriamo allora nella ricerca dei punti sosta segnalati, non ne troviamo neanche uno, tra l'altro il camping municipale non esiste più. Gira, gira ci fermiamo alle 22.00 nel parcheggio del centro culturale [GPS 48,5599 3,30396] alle spalle della chiesa di Saint Ayoul e del suo chiostro. Il posto è tranquillo, circondato di aiuole ornate di fiori e vicino al centro. Prima di coricarci, per smaltire un poco la stanchezza, facciamo un giro per le vie di Provins ormai quasi deserte.
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Giovedi 13 Agosto 2009.
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Sveglia alle 7.00, quando il giardiniere del Re comincia a tagliare l'erba del giardino comunale. Notte tranquilla, prima molto calda, poi fresca e piovosa. Stamattina cielo coperto. L'obiettivo odierno è raggiungere il confine con l'Italia al Moncenisio. Quando partiamo, poco prima delle 9.00, Tomtom ci augura circa dieci ore di viaggio, evitando le autostrade. Il primo tratto di strada, fino a Bray sur Seine, si svolge attraverso un ambiente ricco di boschi e coltivazioni, poi, arrivati in città e superato il ponte sul fiume, notiamo chiaramente l'area attrezzata riservata ai campingcar. Per le 9.30 passiamo il confine che ci introduce nel dipartimento delle Yonne e, presto, raggiungiamo Pont sur Yonne dove, all'incrocio della D976 da cui proveniamo, con la N6, che dobbiamo prendere, troviamo un'altra area attrezza proprio lungo il fiume. Passa un quarto d'ora e siamo alla periferia di Sens, che aggiriamo, mentre non ci sfugge la chiara sagoma dell'imponente cattedrale. Dopo Villeneuve sur Yonne, fiancheggiamo per un lungo tratto il fiume che, a tratti, si allarga in ampi specchi d'acqua molto apprezzati e frequentati da pescatori. Il tempo si va sempre più rimettendo al bello. Seguendo sempre la N6, aggiriamo Auxerre in collina poi, a Cravant, troviamo un nuovo parcheggio per camper e, poco distante, l'indicazione per lo scarico. Viaggiamo spediti e regolari, ma senza annoiarci, cogliendo ovunque motivi di meraviglia ed interesse. Passato l'abitato di Arcy sur Cure, notiamo la segnalazione dell'ingresso di grotte preistoriche e, dalla statale, possiamo vedere essere presente un comodo parcheggio, immerso nel bosco, per la visita. Verso le 12.30, per movimentare ancor più la giornata, pensiamo bene di cambiare ancora una volta guida. Visto che Diana e Roberto si sono già cimentati nell'impresa, e considerato il traffico regolare, stavolta tocca ad Alessandra. Siamo in Borgogna, ed ormai l'ambiente è dominato dalla vite. A fianco della statale si stendono sterminati vigneti e le cave sono numerose. Presto giungiamo alla periferia di Chalon sur Saone, senza aver avuto modo di cambiare conducente, e la cosa innervosisce un poco Alessandra che, invece, se la cava molto bene. Entriamo nel parcheggio di un distributore e cambiamo allora la guida, poi proseguiamo per un'altra mezz'ora per fermarci, alle 13.30, nel polveroso parcheggio di un relais per camionisti [GPS 46,60506 4,89286] alla periferia di Le Jonchet. Mangiamo discretamente, poi il caffè preferiamo farcelo al camper. Ripartiamo alle 15.10 con un caldo soffocante, abbiamo 30 gradi in camper, nonostante la presenza del vento. A Tournus approfittiamo di un'occasione favorevole per effettuare un rifornimento di carburante a prezzi veramente scontati poi, anziché dirigere su Macon, lasciamo la Saone per accorciare il nostro viaggio verso le Alpi. Prendiamo la D975 e dirigiamo direttamente su Bourg en Bresse. Anche se la dipartimentale non è a livello della N6, in compenso è assolutamente rettilinea e consente, nonostante i saliscendi, una buona e regolare andatura. Aggiriamo anche Bourg en Bresse e, proprio in prossimità del Monastere de Brou prendiamo la D1075 che punta decisamente verso le vette alpine. Superiamo Pont d'Ain poi, ad a Amberieu en Bugei seguiamo la direzione per Belley. Sono quasi le 18.00 quando, ci immettiamo nella valle della Rhone per scendere verso Aix les Bains e, percorrendo la D1504, facciamo una breve sosta in un'area di riposo [GPS 45,70683 5,73622] in prossimità delle Gorge de la Balme. Al termine della discesa, a Le Bourget du Lac, vorremmo andare diretti verso Chambery ma, la preoccupazione di dover scaricare ci fa puntare verso il camper service di fronte al campeggio [GPS 45,65324 5,86307]. Giungiamo quindi in Sentier du Camping e troviamo l'area di sosta completamente esaurita inoltre, di fronte alla colonnina servizi campeggia un cartello di avviso che il gettone per le operazioni è disponibile all'interno del camping previa registrazione. Invertiamo la rotta e dirigiamo verso Chambery. Superata la città, vista l'ora tarda, preferiamo salire in autostrada, così imbocchiamo la A43 diretti in Italia. Ormai abbiamo seri dubbi sul fatto di riuscire a raggiungere il Moncenisio prima di notte, però il viaggio prosegue regolare, in presenza di un traffico assai scarso. Alla vista di un cartello che indica un pozzetto di scarico entriamo in un'area di servizio ma, nonostante la nostra attenzione, non riusciamo ad individuare l'impianto. Alle 20.00, guidati da Tomtom, arriviamo in Place du Champ de Foire a Saint Jean de Maurienne [GPS 45,27969 6,34693] dove troviamo una colonnina Flote Bleu gratuita. Siamo stanchi, abbiamo viaggiato tante ore sotto il sole e fatti tanti chilometri, rinunciamo a raggiungere il colle del Moncenisio in quanto arriveremmo a notte fonda e riusciremmo solo a dormirci. Peccato, la giornata serena era anche favorevole, sarà per un'altra volta. La piazza è un normale parcheggio cittadino, tra l'altro interdetto da domani per la presenza di un circo. Proviamo ad accendere il boiler per le docce, ma non ne vuole sapere e non da segni di blocco e non si sente odore di gas. Altro mistero che ci porteremo a casa.
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Sommario delle tappe.
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Venerdi 14 Agosto 2009.
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Sveglia alle 7.00, notte fredda e tranquilla, anche se non proprio silenziosa. La pendenza del parcheggio è veramente rilevante ed i cunei non sono stati sufficienti a livellare l'abitacolo, per cui ci siamo rotolati nei letti per tutta la notte. Prima di partire facciamo le operazioni di camper service alla colonnina, in modo da essere autosufficienti per tutta la giornata. Partiamo alle 8.20 preferendo raggiungere il tunnel per la statale risparmiandoci l'autostrada, di cui fruiremo grandemente in Italia. Al tunnel ci salassano, come previsto, rapidamente raggiungiamo il suolo patrio e scendiamo verso Torino. Viaggiamo regolari fino alle 11.00 quando, appena passato Asti, approfittiamo della necessità di fare rifornimento per fermarci all'area di servizio Crocetta Sud, per sgranchire un poco le gambe. Ripreso il viaggio, presto superiamo Alessandria e, imboccata la A26 verso Genova, vista la scarsità di traffico, Roberto cede nuovamente la guida a Diana. All'approssimarsi delle pendici delle Alpi Liguri il percorso si fa un poco più impegnativo, in conseguenza del fatto che i mezzi pesanti rallentano notevolmente l'andatura, così, prima di arrivare sulla riviera si torna all'assetto di guida normale. Roberto si macina il congestionato nodo di Genova e tutte le gallerie della riviera di ponente fino all'area Brugnato Ovest, sulla A12, dove ci fermiamo per il pranzo in un assolato e squallido parcheggio, come da standard italiano. Vediamo spaesati equipaggi francesi, tedeschi e persino polacchi, per lo più in auto, cercare inutilmente un'area pic nic con tavoli e panche per consumare le loro vivande. Restiamo fermi lo stretto necessario, consumando un veloce pasto al 'secco di erbacce'. Ripartiamo alle 13.50 raggiungendo Viareggio e puntando prima su Lucca e poi verso Firenze. Dopo una ventina di minuti di viaggio, all'area di Santo Stefano di Magra, effettuiamo un altro cambio di guida, questa volta tocca ad Alessandra. Alle 15.10 siamo fermi all'ara Serravalle Sud per il rifornimento di carburante, poi raggiungiamo Firenze e la A1 verso Roma. Nonostante il caldo torrido, viaggiamo con regolarità e serenità. L'avvicinarci a casa ci tranquillizza, presto potremo sinceraci personalmente della situazione. Alle 18.15 raggiungiamo il casello di Roma Nord e, in assenza di code, usciamo rapidamente. Anche il percorso verso casa, riguardo al traffico, è nella norma, infatti impieghiamo tre quarti d'ora. Alle 19.00 ancoriamo il camper, nel solito porto al termine di una galoppata lunga 4339 chilometri. Nelle prossime settimane avremo tempo e modo di metabolizzare a dovere i piaceri di questo viaggio.
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Sommario delle tappe.
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Conclusioni
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La penisola del Cotentin somiglia molto alla vicina Bretagna. Meno turisticizzata, possiede tratti di costa praticamente inaccessibili ai camper, a causa delle strade molto strette, tipo single track, che pullulano comunque di Camper Service e di Accueil Camping Car. Point de Hague e Goury sono delle vere chicche. Chi ne ha parlato bene prima di noi, non ha né mentito, né esagerato. Per chi è già stato in Irlanda, là troverà modo di rinverdire piacevoli ricordi e sentimentali rimpianti. Le spiagge e i luoghi dello sbarco, sono ormai preda di un mercato degli avvenimenti che ne annebbiano il significato storico, restano comunque luoghi da vedere e in cui meditare sul costo pagato in giovani vite umane, non solo americane, pagato per conquistarli. L'intera costa da Le Havre, nel dipartimento della Seine Maritime, a Le Hourdel, nel dipartimento della Somme, è un susseguirsi di sorprendenti ambienti naturali variamente modificati dalla presenza di alte e bianche scogliere, che si alternano a strette gole dove si aprono scenografiche spiagge che le maree, nel loro quotidiano alternarsi, rendono a volte assolutamente immense. La Baie de Somme, nonostante l'abbiamo visitata in giorni infelici, meteorologicamente parlando, la riteniamo assolutamente sublime ed estremamente fruibile sia in privato, che approfittando delle molteplici offerte di escursioni organizzate. Il Parc du Marquenterre costituisce la giusta conclusione di un viaggio per lo più orientato alla fruizione ed alla visita di luoghi naturali e costieri. Amiens merita la visita, anche più approfondita della nostra, non solo per la maestosità della sua cattedrale, ma anche per il Circo Municipale, la casa e la tomba di Giulio Verne, per un giro in barca negli Hortillonnages, Orto botanico, o sul canale nel grazioso quartiere di Saint Leu.
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Sommario delle tappe.
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| WayPoint del Percorso |
| 1 | Via Antonio Stoppani | | 43,47301 | 11,85761 |
| 2 | Area Bormida | | 44,8187 | 8,59549 |
| 3 | Michelino N | | 44,97632 | 7,65784 |
| 4 | Mont Cenis | | 45,24089 | 6,94979 |
| 5 | St Etienne | | 45,47921 | 4,35829 |
| 6 | Villeneuve sur Cher | | 47,02726 | 2,21918 |
| 7 | St Calais | | 47,92403 | 0,74447 |
| 8 | AA Avranches | | 48,68647 | -1,36808 |
| 9 | D911 Route Des Falaises | | 48,73363 | -1,53598 |
| 10 | Rue Du Roc | | 48,83518 | -1,60985 |
| 11 | Avenue Léon Jozeau-Marigné | | 48,81695 | -1,56993 |
| 12 | D351 | | 48,88718 | -1,56686 |
| 13 | Boulevard De Normandie | | 49,05047 | -1,43993 |
| 14 | CS Agon | | 49,05318 | -1,59131 |
| 15 | Pointe d'Agon | | 49,00161 | -1,57498 |
| 16 | Carteret | | 49,37361 | -1,78968 |
| 17 | D403 Rue Des Treize Vents | | 49,65841 | -1,87275 |
| 18 | Goury | | 49,71394 | -1,93468 |
| 19 | Ecalgrain | | 49,69139 | -1,93553 |
| 20 | Nez Jouburg | | 49,67777 | -1,93867 |
| 21 | Rue Jean Bart | | 49,65501 | -1,65106 |
| 22 | Parc D'activités Du Sauxmarais | | 49,63276 | -1,59232 |
| 23 | Cap Levy | | 49,69668 | -1,47297 |
| 24 | Anse Gattamare | | 49,6961 | -1,31245 |
| 25 | Faro Barfleur | | 49,69459 | -1,26737 |
| 26 | St Vaast | | 49,58459 | -1,26879 |
| 27 | D421 | | 49,44377 | -1,20995 |
| 28 | D17 Rue Du Général Gaving | | 49,41098 | -1,31334 |
| 29 | PS Utah Beach | | 49,41482 | -1,17727 |
| 30 | Pointe du Hoc | | 49,3931 | -0,98842 |
| 31 | Cimitero Americano | | 49,35802 | -0,85023 |
| 32 | Aa | | 49,34813 | -0,81657 |
| 33 | Cimitero Americano | | 49,35721 | -0,85241 |
| 34 | Carrefur Bayeux | | 49,28466 | -0,70442 |
| 35 | D613 Boulevard D'eindhoven | | 49,28438 | -0,69965 |
| 36 | Pl G Despallieres | | 49,28057 | -0,70702 |
| 37 | Cinema 360* | | 49,33919 | -0,61374 |
| 38 | Avenue Albert Sorel | | 49,17593 | -0,37046 |
| 39 | CS Carrefour | | 49,27777 | -0,13472 |
| 40 | AA Honfleur | | 49,41928 | 0,24293 |
| 41 | Place Du Maréchal Joffre | | 49,50889 | 0,06885 |
| 42 | Route Du Cap | | 49,51145 | 0,06935 |
| 43 | D940 Route Du Havre | | 49,69937 | 0,20125 |
| 44 | Place De La Gare | | 49,70829 | 0,2149 |
| 45 | AA Fecamp | | 49,75982 | 0,37427 |
| 46 | D79 | | 49,76612 | 0,37444 |
| 47 | D79 Rue Du Pont Rouge | | 49,85399 | 0,60517 |
| 48 | Avenue Foch | | 49,86629 | 0,71162 |
| 49 | Sotteville s/Mer | | 49,88186 | 0,82995 |
| 50 | Avenue De L'esplanade | | 49,925 | 1,06793 |
| 51 | Quai Du Hâble | | 49,93186 | 1,08477 |
| 52 | D126E Route Touristique | | 50,05768 | 1,36163 |
| 53 | Cayeux | | 50,18976 | 1,49969 |
| 54 | Aa | | 50,20305 | 1,5265 |
| 55 | D102 | | 50,21556 | 1,56584 |
| 56 | Route Blanche | | 50,21439 | 1,55292 |
| 57 | Parc du Marqueterre | | 50,26505 | 1,58792 |
| 58 | AA Le Crotoy Des Dunes | | 50,22838 | 1,61218 |
| 59 | La Safrière** - Ponthoile (01/04-31/10) | | 50,2091 | 1,69115 |
| 60 | SuperU Flixecourt | | 50,02797 | 2,06743 |
| 61 | Boulevard De Beauville | | 49,89773 | 2,31193 |
| 62 | Rue François Rayer | | 48,55174 | 3,29619 |
| 63 | Rue Du Général Delort | | 48,5599 | 3,30396 |
| 64 | Cour Des Bénédictins | | 48,56046 | 3,30446 |
| 65 | Relais | | 46,60506 | 4,89286 |
| 66 | D975 Grande Rue | | 46,28744 | 5,15942 |
| 67 | D1504 | | 45,70683 | 5,73622 |
| 68 | Sentier Du Camping | | 45,65324 | 5,86307 |
| 69 | Place Du Champ De Foire | | 45,27969 | 6,34693 |
| 70 | Brugnato Ovest | | 44,22661 | 9,72918 |
| Link utilizzati |
| 1 | http://www.rsnail.net/magellano/ | Elenchi aree e diari |
| 2 | http://www.camperonline.it/ | Diari e link informazioni |
| 3 | http://www.taccuinodiviaggio.it/ | Diari |
| 4 | http://members.xoom.virgilio.it/elioborghi/ | Diari |
| 5 | http://www.tomtom.com/ | Software e info tecniche |
| 6 | http://people.zeelandnet.nl/sdejonge/archiescampings/ita2/ | Waypoint campeggi |
| 7 | http://www.poigps.com/ | Waypoint e info tecniche |
| 8 | http://www.gpsbabel.org/ | Software e info tecniche |
| 9 | http://www.poiedit.com/ | Software e info tecniche |
| 10 | http://www.tyre.tk/ | Software e info tecniche |
| 11 | http://www.projetmontsaintmichel.fr/en/ | Mont Saint Michel |
| 12 | http://www.ot-montsaintmichel.com/ | Mont Saint Michel |
| 13 | http://www.baiedesomme.fr/ | Baie de Somme e Parc du Marquenterre |
| 14 | http://www.payscotentin.net | Penisola del Cotentin |
| 15 | http://www.amiens.fr/ | Amiens |
| 16 | http://www.dday-overlord.com/ | Sbarco in Normandia 1944 |
| 17 | http://www.ville-caen.fr/ | Caen |
| Webografia |
| 1 | Pasqua a Parigi e Costa d'Alabastro(Normandia) | Barbara Spada |
| 2 | Le Falesie di Etretat | Maurizio Scala |
| 3 | Normandia | Elio e Floriana Borghi |
| 4 | Viaggio in Normandia | Fabio Andrenelli |
| 5 | Normandia e Bretagna | Giusy |
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Sommario delle tappe.
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